Chi siamo

 
Da oltre ottant’anni la Brunetti Utensileria fornisce molte delle industrie metalmeccaniche più importanti di Emilia Romagna, Marche, Toscana ed Umbria.Il vasto assortimento di materiale pronto nel magazzino, consente alla Brunetti Utensileria di servire con rapidità le aziende di tutti i settori industriali e artigianali del centro e del nord Italia, proiettando tutta l’organizzazione nel terzo millennio.

La storia e il Trompe l'oeil

La nostra storia può essere sintetizzata dal trompe l’oeil che è stato dipinto nelle nostra azienda e che vedete scorrere qui in alto:
La storia incomincia nel 1929, quando Enrico Brunetti, classe 1903, apre un piccolo negozio nel centro storico di Bologna. Nel dopoguerra si trasferisce in Via Goito, sempre nel centro di Bologna, dove l’azienda cresce di importanza e incomincia a servire le migliori Aziende metalmeccaniche dell’Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria. (Il figlio Cesare ricorda che lo spazio in Azienda era ancora limitato, tanto che le morse erano immagazzinate “per così dire” in casa, sotto il letto del nonno e avevano creato, con il peso, un avvallamento nel pavimento). Nella pittura immaginiamo Enrico che vola in mongolfiera sul centro storico della città.
Nel 1971, per restare al passo con i tempi, il figlio Cesare trasferisce l’azienda in Via Stalingrado (zona Fiera), titubante, pensando di essere andato troppo in campagna. Il negozio, di circa 800 mq., si rivela ben presto insufficiente a soddisfare il dinamismo dell’azienda, fortemente in crescita. Nel pannello Cesare viene immaginato su un aereo che vola in sintonia con un altro sul quale sono i due figli Enrico e Maurizia, sorvolando le nuove Torri di Bologna nel quartiere fiera progettate dal famoso architetto Kenzo Tange.
Dal 1983 l’Azienda è situata qui al Centergross dove lo spazio non manca. Cesare, Enrico e Maurizia confidano ancora in anni prosperi per l’Azienda, tanto da trovarsi al più presto con nuovi problemi di … spazio. Il pannello immagina una Bologna del futuro, con nuove Torri dove volano strane astronavi (smerigliatrici? pialle? inserti?) su una delle quali ci sono, insieme alla nonna, i cinque nipoti a garantire un sempre più solido avvenire.
Luca Guenzi, Lara Citterio e Gianna Mattioli hanno dipinto questi pannelli nel mese di Novembre 2007 Luca Guenzi nasce a Bologna nel 1959. Sposa il colore per dipingere e realizzare “Trompe l’oeil” in Italia ed all’estero. Parallelamente crea opere personali e passa le ferie nelle missioni in Perù, insegnando ai ragazzi le varie tecniche di pittura.
Un vivo ringraziamento a Luca Guenzi per aver evidenziato con maestria il percorso storico della nostra azienda.
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50 anni dell’Acquadela Cinquant’anni e non lo dimostra

Brunetti per l'Emilia

CINQUANT’ANNI DI ESPERIENZA DI PAROLA PER UTENSILI DI QUALITA’

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UNA STORIA DI FAMIGLIE. RACCONTI DI IMPRESE STRAORDINARIE

“Lui è quello che lavora, me… a ciap i baiuc”. Si presenta così, ironico e pieno di entusiasmo, Cesare Brunetti, 70 anni, seconda generazione alla guida di un’attività fondata dal padre Enrico nel 1929. “Quello che lavora” è il figlio Enrico: il nome del nonno, 44 anni e in comune con il padre la passione per il podismo. Negli anni della Grande Depressione in pieno centro a Bologna, in Via Goito, la casa di nonno Enrico era il magazzino dell’Utensileria Brunetti. “Il peso delle morse nella stanza era tale che aveva piegato il pavimento e sembrava dovessimo finire giù dalla fruttivendola” ricorda Cesare. Gli affari nel tempo hanno continuato ad andare bene e la sede dell’attività si è quindi spostata prima in zona Stalingrado, là dove oggi ci sono le Torri di Kenzo, poi al Centergross. Era il 1983. “Ci piacevano la nebbia e le zanzare – continua Cesare in un dialetto bolognese da morire dal ridere – ora la nebbia non c’è più, le zanzare hanno nomi strani ma questo resta un centro funzionale e molto efficiente”. Prende la parola Enrico a confermare come la scelta di prendere sede in questo distretto sia “futuribile”. “Per un magazzino questo è il massimo: siamo vicini all’autostrada, qui ci sono tutti i servizi, dalle banche, all’asilo alle location per i meeting. Chi l’ha pensato aveva visto lungo”. Enrico all’università si è laureato in Economia proprio con una tesi sul Centergross, mentre Cesare è stato consigliere per 15 anni: lo conoscono in ogni suo dettaglio. Nel 2012, quando l’Emilia è stata colpita dal sisma, sono stati i Brunetti ad offrire l’uso di uno dei loro capannoni ad un’impresa di Mirandola che aveva bisogno di aiuto per ripartire. La commozione è forte quando lo ricordano. Qui le difficoltà si superano insieme, tendendosi la mano, e per fortuna quei giorni ora sono alle spalle. “E le donne di famiglia?” chiediamo prima di congedarci. “Impegnate in professioni nel campo della Medicina e dell’Ingegneria, oltre ad accudire, con l’aiuto della nonna, 6 future promesse (nipoti) per la ditta”. Ecco, ci salutiamo così, di nuovo con un grande sorriso. L’intervista è tratta da “Centergross: una storia di famiglie. Racconti di imprese straordinarie”, a cura di Antonella Zangaro. Per l’intervista originale sul Resto del Carlino clicca qui: http://bit.ly/2m69kGO

RECUPERO DELLA PALA D’ALTARE A CASOLA

41795_anteprimaCASOLA è una frazione del Comune di Castel di Casio che si trova su un terrazzo da cui si gode una splendida veduta dell’Appennino tosco-emiliano e della cittadina termale di Porretta Terme. Nel nucleo di Casola è degna di nota la torre quattrocentesca che affianca la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, edificio nominato fin dal 1378 e interamente ristrutturato nel 1793.

Al suo interno è possibile ammirare una bella pala di grandi dimensioni, raffigurante l’Assunta, attribuita ad uno scolaro del grande pittore Guido Reni la quale nel 2003 fu restaurata grazie al prezioso contributo della ditta Brunetti. – Il Resto del Carlino –

OSPITALITÀ FRA AZIENDE DOPO IL TERREMOTO IN EMILIA DEL 2012

Paola Caleffi,di Mirandola a Funo “Accolti come parenti” 41796_anteprimaHa messo un’inserzione su questo giornale (il Resto del Carlino) con l’obiettivo di aiutare una delle tante aziende sfollate. “Ho un capannone da 500 metri quadrati, per chi lo vuole è qui, libero. Basta contattarmi”, recitava l’appello di Cesare Brunetti dell’impresa di utensileria all’interno del Centegross, a Funo di Argelato. Paola Caleffi che possiede un’azienda di tessuti e abbigliamento nel centro di Mirandola nel Modenese, lo ha chiamato immediatamente visto che lo stabilimento nel centro storico è inagibile. E in pochi giorni si è trasferita al distretto della moda. Da domenica l’imprenditrice è stata adottata da Brunetti. “Non so che dire – sottolinea la signora – è una persona straordinaria. Non ha voluto niente e ci ha accolto come se fossimo dei parenti”. L’attività della Caleffi da 76 anni fa parte della storia economica di Mirandola. Da quando il padre, Luciano Caleffi, fondò l’attività. “Sopra al capannone – continua Paola – ho anche il mio appartamento e quindi, sono una sfollata. Se non avessi trovato ospitalità da Cesare, sarebbe stata durissima”. Brunetti non ama apparire: “Mi considero un uomo del fare, ma stavolta ho pensato a cosa avrei fatto io nei panni di chi aveva perso il proprio capannone. Ho pensato che in questo momento avere uno spazio vuoto non è giusto. Sì, perché tante attività hanno perso la loro casa. Non credo di aver fatto nulla di straordinario, ma sono contento del risultato”. Matteo Radogna – Il Resto del Carlino